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22 August 2011 @ 06:32 pm
[rpf] L'era un viagg immaginari, senza marce senza fari  
Titolo: L’era un viagg immaginari, senza marce senza fari
Autrice: lamechante
Fandom: MotoGP (Moto2)
Personaggi: Claudio “Shorts” Corti,Jules Cluzel e la famiglia di Claudio Corti (mamma Wanda, papà Giuseppe e il fratello di Claudio, Corradino)
Conteggio parole: 960 (OO)
Rating: G
Warnings: il linguaggio di Shorts
Note: Jules e Shorts sono stati compagni di squadra nel team Suter nel campionato 2010 e il povero Jules, già poco apposto di per sé (vedi 1.), è stato traviato completamente dal buon Shorts (proofs 1., 2., 3., 4. )
Titolo da “La machina del ziu Toni” di Davide Van De Sfroos, una delle preferite di Claudio. #sonofail


“Bepi,” disse con un velo di preoccupazione, “per te cosa mangiano i francesi?”
Wanda aveva appena ricevuto una telefonata del suo piccolo Claudio: si trovava sulla via di ritorno a casa ed era in compagnia del suo collega di team, Cluzel, che tanto avrebbe voluto far conoscere alla sua famiglia.
Giuseppe, al posto di rispondere alla moglie, aveva iniziato a tirar fuori una serie di luoghi comuni sui francesi, a raccontare, inascoltato, una delle barzellette sull'italiano, il francese e il tedesco e a tuonare, retorico, “Meglio un morto in casa che un francese all'uscio!”.
Wanda, spazientita e presa dal panico per la visita imminente, aveva iniziato a pulire istericamente i pavimenti ed era andata alla folle ricerca di un grembiule pulito volto a dare l'immagine della perfetta massaia. Aveva ribaltato il suo scaffale con i libri di cucina per trovare un qualche piatto tipico francese in modo da far sentire l'ospite come a casa propria: i ragazzi francesi avevano sicuramente dei palati sopraffini, altro che i suoi figli, tritarifiuti dai volti umani.
Dopo un'accurata cernita, la convinzione che una polentina uncia fosse meglio di cento fondue, aveva optato per l'anatra all'arancia e, da casalinga mille risorse qual'era, aveva sventrato un'anatra tenuta in congelatore dall'anteguerra, pulito le briciole ormai parte integrante della poltrona di Giuseppe e aveva tentato di recuperare con la memoria un po' del francese che aveva imparato ai tempi della scuola.
Corradino, tornato a casa giusto in tempo per il grande evento, era stato costretto a togliersi la canottiera ormai diventata una seconda pelle e ad indossare, seppur controvoglia e dopo abbondanti bestemmie, una camicia pulita.
Tutto era ormai pronto: Wanda aveva redarguito a dovere Giuseppe affinché non facesse figure da chiodi, aveva messo i bicchieri per le occasioni speciali – mai riutilizzati dopo il matrimonio dei coniugi Corti – e si era persino colorata di rosso le labbra.

Poco prima delle nove, un Claudio abbronzatissimo fece il suo ingresso nella sala da pranzo e con lui un pallido biondino dagli occhi di ghiaccio, che mise subito in soggezione i signori Corti: non erano soliti guardare le gare in televisione e, quando erano andati di persona ai circuiti, non avevano prestato attenzione che al loro pargoletto.
A differenza di quanto Wanda aveva pensato, Jules non indossava né una carmagnola né fru fru in ogni dove, ma la tuta del team, così come Claudio.
Quando il figliol prodigo scorse l'aspetto ricercato della madre e in particolare l'abbigliamento del fratello, scoppiò in una grassa risata, che fu interrotta solo dai tentativi di Wanda di presentarsi all'ospite.
Dopo un “bonsoir” che aveva tutto il suono di un “a ssòreta”, la famiglia Corti scoprì che Jules non solo parlava italiano, ma aveva un dizionario chiaramente influenzato dalla presenza di Claudio.
Dopo un inizio un po' ingessato, condito dai pensieri di Giuseppe - “era meglio quando portava gli amici sbronzi a casa” o “cosa rispondere a uno che ti chiama Signor Corti e non Quel vecchio rincoglionito di tuo padre?”-, la serata era piacevolmente decollata, con i racconti dei luoghi visitati dai due piloti e delle magagne combinate assieme.
La serata stava andando meglio del previsto e Wanda iniziava a temere tutta questa inusitata tranquillità.

“Mamma, papà, Corrado, io e Jules dobbiamo dirvi una cosa: siamo fidanzati!”

A Corrado cadde nuovamente sul piatto il pezzo d'anatra che aveva appena addentato, Wanda acquisì un colorito verdastro sulle gote e Giuseppe, scrollandosi di dosso ogni tipo di buona maniera, irruppe con “vacca boia” che fece tremare le mura della casa.

La tensione si poteva tagliare con un coltello: Corrado continuava a spostare gli occhi da Claudio a Jules e viceversa, Wanda analizzava nei dettagli le decorazioni del piatto e il povero Giuseppe, già debole di cuore, si era alzato e continuava a fare su e giù per il salotto, bofonchiando non si sa cosa in comasco.

Da donna tutta d'un pezzo qual'era, Wanda prese il coraggio a due mani, si schiarì la voce e esordì: “Questa notizia giunge un po' inaspettata. Insomma, eravamo abituati diversamente...”, a cui fece eco Corrado sostenendo come i gusti di Claudio fino a quel momento erano stati più rivolti verso le biondone con davanzale piuttosto che verso i biondini con i suoi stessi attributi; la signora Corti sostenne che era comunque felice che fossero contenti insieme, ma incappò in una serie di gaffes sull'omosessualità che nemmeno Barbara D'Urso nel suo salotto pomeridiano.

La catastrofe era ormai imminente quando Jules scoppiò in una risatina isterica, seguito prontamente da quella sguaiata di Claudio, che tra uno sganasciamento e l'altro ammise di averli presi in giro e che entrambi erano più etero che mai.

Un coro di respiri profondi e sollevati invase la casa: Giuseppe, complice il cognac scolatosi dopo la sconvolgente notizia, aveva iniziato a cantare e aveva preso Wanda a ballare con sé per il salotto, mentre Corradino aveva accompagnato i due piloti alla macchina, pronti a ripartire per il Gran Premio d'Italia.

Quando l'euforia si placò e Giuseppe si riappollaiò sul divano, Wanda, nell'atto di riassettare la cucina, pensò tra sé che, in fin dei conti, poi così sollevata non era: in fondo non era preferibile un ragazzo a modo come quel francesino piuttosto che una delle oche che settimanalmente Claudio portava a casa?

Passò per il salone e scoccò un bacio sulla nuca pelata di Giuseppe, ritenendo che tutto ciò che poteva augurare al suo figlioletto non era altro che uno come suo marito: pur musone, orso, ignorante, era un uomo dal cuore buono, che alla fine, con il passare degli anni, era ciò che più contava per Wanda.